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Vietato aggrapparsi ai sogni



  Vietato aggrapparsi ai sogni - antologica
- 2014 - 
Guarnerio Editore ISBN 9788890496646
pag. 160
prezzo euro 13.00

Francesco Tomada su VIETATO AGGRAPPARSI AI SOGNI!

prefazione


Anche se in poesia le parole dovrebbero vivere indipendentemente da chi le ha create, è difficile addentrarsi in questa raccolta senza rileggere, almeno per sommi capi, le note biografiche dell’autrice: Natalia Bondarenko è infatti nata a Kiev in una famiglia ricca di stimoli artistici e nell’arco degli anni, accanto alla sua attività di fotografa, ha composto sceneggiature per lavori teatrali, racconti, romanzi, poesie. Nel 1990 si è trasferita in Italia, e da alcuni anni scrive direttamente nella nostra lingua con un notevole consenso tanto di critica quanto di pubblico.
Già da queste poche notizie si possono intuire alcune delle peculiarità del lavoro che teniamo tra le mani. La poesia di Natalia Bondarenko infatti poggia sulle solide basi di un percorso personale e culturale ben definito, ma almeno per alcuni aspetti il cambiamento linguistico le conferisce le caratteristiche proprie di un nuovo inizio, o quantomeno di una ripartenza. Anche in quest’ottica può essere inquadrata la prolificità dell’autrice, che negli ultimi quattro anni ha dato alle stampe le raccolte Profanerie private (Guarnerio Editore), Terra altrui (Samuele Editore), Confidenze confidenziali (Rayuela Edizioni), ed oggi la raccolta “Vietato aggrapparsi ai sogni!”, che include testi tratti da tutti i libri precedenti, uniti ad un consistente numero di inediti più recenti. L’impressione è che Natalia Bondarenko abbia aspettato il tempo necessario per impadronirsi dell’espressività dell’italiano, permettendo così alle parole e alle immagini di trovare la giusta dimensione, e che soltanto poi abbia – giustamente – reclamato il diritto di essere letta ed ascoltata. Questa raccolta assume così una duplice connotazione che è anche il suo valore aggiunto: da un lato è una fotografia su ciò che l’autrice esprime oggi, dall’altro descrive lo svolgersi di un percorso letterario che nella realtà è molto più lungo di quello che gli anni trascorsi dall’uscita di Profanerie private potrebbero suggerire.
Infatti la poesia di Natalia Bondarenko, come si è detto, cresce su radici metabolizzate in modo personale e profondo, ed appare in diretta continuità con la produzione novecentesca che ha scavato nell’antilirismo e nella sperimentazione. I primi testi, in particolare, evidenziano spesso un certo gusto per l’assurdo, sfiorando quasi atmosfere surreali o di asciutta ironia: “Sai / pensare a te – è un lavoro usurante” o ancora “da oggi alla tua precoce calvizie / mancherò anch’io”. Si tratta di una scrittura tagliente, certamente non cattiva ma sincera fino a sembrare spietata, che riesce a dimostrarsi fruibile ed immediata senza diventare accomodante e che ha la capacità, attraverso l’alternarsi di vuoti e pieni, di pause e accelerazioni, di rendere poetica una lingua ricca di spigoli ed angoli acuti.