Francesca Coppola su Versante Ripido

Nell’era della computerizzazione e dei social è facile perdersi e non ricordarsi. Ma a volte è facile anche ritrovarsi.

C’era una volta una ragazzina che sui social mi seguiva molto, aveva il piacevole nickname di un fiore e mi scriveva molto spesso. Io appena avevo iniziato a fare i primi passi nella poesia in italiano. Lei mi seguiva e questo mi dava una certa sicurezza nell’andare avanti. Non sapevo niente di lei, né dove abitasse né cosa facesse: qualche scambio di vedute sul mio modo di scrivere e sul mio coraggio. La cosa mi lusingava molto. Per il resto, la ragazza era molto riservata. Voleva sapere le cose e non voleva imporsi in nessun modo.

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Volti e storie di donne immigrate in Italia

https://collettivoalma.wordpress.com/2018/03/25/volti-e-storie-di-donne-immigrate-in-italia/

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Titolo: Portate dall’Arcobaleno
 Volti e storie di donne immigrate in Italia
Testi: Angelica Pellarini
con il racconto di Natalja Bondarenko
Illustrazioni: Collettivo SpiceLapis
Dati: 2018, brossura grecata e fresata, 260 pagine Interno a colori
Copertina con bandelle Formato: 15 x 17
ISBN: 978-88-97157-87-8 Prezzo: 15,00 €


Descrizione:
Un libro che parla di rinascita. Rinascita di donne che giorno dopo giorno cercano se stesse e scrivono la trama della loro vita.
Un libro che parla di resilienza, la capacità di riorganizzarsi positivamente di fronte alle difficoltà.
Un libro che parla di sogni. Sogni trasformati in realtà e sogni ancora nel cassetto.
Gli ostacoli. L’adattamento. Le difficoltà e le opportunità di ricominciare da zero. Ventiquattro testimonianze di vita che raccolgono tutti i colori dell’arcobaleno.

Luca Parenti (Yoklux) su Versante Ripido

Luca Parenti (Yoklux)

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Per ‘scovare’ un poeta che scrive in maniera ironica bisognerebbe, probabilmente, essere come un cane; un cane da tartufo, sempre probabilmente (visto che la poesia ironica è una rarità ormai conclamata). Bisogna annusare, annusare, annusare… cercare, cercare, cercare… leggere, leggere, leggere…

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La rivincita dei ragazzi



A novembre dell’anno scorso si è conclusa la seconda edizione del Concorso Internazionale PensareScrivereAmare di Remanzacco (UD) con il numero dei partecipanti raddoppiato rispetto alla prima edizione. Infatti, siamo testardi! Abbiamo voluto e continuiamo a volere la sezione B riservata ai ragazzi! Non riusciamo a rinunciare alla meraviglia di emozioni che riescono a dare i giovani con le loro espressioni poetiche, con la loro freschezza, con la loro originalità. Ed in questo caso, prima ancora del discorso del valore, vale il gesto in sé: voler esprimere le emozioni e le proprie sensazioni attraverso le parole, come a voler lanciare un segnale/messaggio al mondo, è quanto di più antico e moderno possa esistere. E le sorprese, in questo settore,  non mancano mai. 


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Alessandra Zenarola su Versante Ripido

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Alcuni, leggendo il titolo della mia rubrica, probabilmente hanno pensato che si tratta di uno spazio che parla di letteratura che fa ridere.  Io, invece, ho pensato sempre che l’ironia nella letteratura ha moltissime facce tra le quali  c’è quella relativa al  linguaggio. A volte, quando dico a qualche poeta che la sua scrittura è ironica, egli mi guarda male; qualcuno cerca di ribellarsi… come se avessi parlato di qualcosa di scabroso e di grave. Invece, non si ribella, in modo assoluto, Alessandra Zenarola. È completamente coscienziosa delle sue capacità, della sua ironia trascendente che padroneggia il suo linguaggio espressivo. Ho conosciuto la sua scrittura in un’occasione speciale: nel 2014 dovevo presentare il suo romanzo appena uscito “L’autunno dell’anno prima”,  edito da Scrittura&Scritture. La leggerezza con la quale questo libro è scritto non toglie nulla alla serietà del tema affrontato. Libro veloce, curioso e affascinante. Lo lessi in pochi giorni. Anzi lo divorai in pochi giorni, perché il libro era predisposto per essere ‘mangiato’ in un colpo solo.  Direi, un romanzo moderno da portare in giro con sé, in treno, al mare…

Da Petrarca a Fedez

preso da: 
http://www.versanteripido.it/pinpidin-una-rubrica-piccola-e-grande-4/

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Sembra un fatto quasi scontato che la poesia e i ragazzi vivano su due pianeti diversi. Sembra. E non so se questo sia un fatto solo italiano,  ma in Italia si sente spesso dire che i versi di Montale o i sonetti di Petrarca, non vengono capiti dai ragazzi che li sentono lontani dalla loro quotidianità. Lo era ugualmente per me, che vengo dall'Ucraina,  anche se gira la leggenda metropolitana che nella ex-Unione Sovietica  le cose stavano diversamente. Da come lo ricordo io, la poesia imposta,  che dovevamo studiare e imparare a memoria,  era bella ma noiosa, poco interessante e molto spesso politicizzata. L'unico ‘divertimento’ si nascondeva nella rima ben pronunciata, tipica della poesia ucraina e russa. Però, anche da noi a volte succedeva che qualche insegnante si ‘distraeva’ e ci faceva conoscere i poeti fuori dal programma che ancora fino ad oggi occupano nella mia memoria uno spazio speciale.